DPI contro la polvere

Mascherina usa e getta per la protezione dalle polveri, quale usare?

Questo post è dedicato a tutti i lavoratori, preposti, dirigenti o datori di lavoro che si trovano ad indossare od acquistare dei dispositivi di protezione individuali per la protezione delle vie aeree, quali mascherine semi-facciali usa e getta. Queste tipologie di mascherine servono per la protezione del lavoratore quando l’atmosfera dell’ambiente nel quale è inserito, presenta una percentuale di polvere classificata pericolosa per la sua salute.

Spesso ci chiedono quali polveri sono pericolose per la salute, la risposta è semplice, tutte. Qualsiasi polvere è potenzialmente pericolosa anche se classificata inerte. In letteratura ci sono casi di asma bronchiale per lavoratori che hanno lavorato per anni con farine alimentari. La farina non è di certo pericolosa, ma se respirata (anche in piccole quantità) costantemente tutti i giorni può dare problemi di sensibilizzazione, allergia, ecc.

Definire quanto una polvere è pericolosa è quindi difficile e soggettivo. Un riferimento normativo è dato dai Threshold Limit Value (ovvero “valore limite di soglia” o TLV) sono le concentrazioni ambientali delle sostanze chimiche aerodisperse al di sotto delle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente giorno dopo giorno, per una vita lavorativa, senza alcun effetto negativo per la salute. I valori di TLV relativi alle varie sostanze vengono pubblicati ogni anno dall’associazione americana degli igienisti industriali (ACGIH), insieme agli Indici Biologici di Esposizione, e ripresi in Italia sotto l’autorizzazione della stessa ACGIH, dall’AIDII (Associazione Italiana degli Igienisti Industriali). Sono espressi solitamente in valori ponderali (mg/m3) o in valori volumetrici (parti per milione) e vengono aggiornati nel tempo, con l’avanzare della ricerca scientifica nel settore dell’igiene del lavoro.

Quindi la cosa fondamentale che dobbiamo sapere prima di acquistare una mascherina è che tipo di inquinante dobbiamo affrontare e soprattutto quanto è presente. Analizzare l’aria dell’ambiente di lavoro non è poi così complicato, nella maggior parte degli inquinanti basta un campionatore, un corretto porta filtro, un supporto di cellulosa e un laboratorio che possa determinare quanta polvere si è depositata sul filtro.

La normativa EN149 definisce 3 classi di protezione per questa tipologia di mascherine: P1, P2 e P3. Spesso si pensa che la differenza tra queste mascherine sia la composizione del tessuto filtrante (più o meno buono), invece è la costruzione del dispositivo! Il costo e l’efficienza dei DPI dispende dalla progettazione dello stesso, dall’ergonomia, dalla presenza o meno della valvola che agevola l’espirazione, ecc.
1. La Classe FFP1 (bassa efficienza), sono in grado di arrestare almeno l’80% delle particelle che compongono l’aerosol;
2. La Classe FFP2 (media efficienza), sono in grado di arrestare almeno il 94% delle particelle che compongono l’aerosol;
3. Infine la Classe FFP3 (alta efficienza), sono in grado di arrestare almeno il 99,95% delle particelle che compongono l’aerosol.

Il D.M. 2 maggio 2001 fissa i criteri per determinare il corretto DPI da utilizzare.
Nel caso di particelle solide e liquide non volatili (polveri, nebbie e fumi):
Se la concentrazione è inferiore al TLV: non è necessario adottare alcuna protezione.
Se la concentrazione è maggiore del TLV e inferiore a 4 volte il TLV: serve la classe FFP1.
Se la concentrazione è compresa tra 4 volte e 10 volte il TLV: serve la classe FFP2.
Se la concentrazione è compresa tra 10 volte e 30 volte il TLV: serve la classe FFP3.

Bene, conosciamo l’inquinante, conosciamo la concentrazione, conosciamo come applicare i limiti, possiamo ora acquistare il dispositivo di protezione corretto!

Concludiamo con un esempio facile facile:

Andiamo in una falegnameria. La polvere di legno dolce ha un TLV pari a 5 mg/mc.
Facciamo un campionamento dell’aria dove si lavora il legno e in base al risultato avremo:

Se la concentrazione è inferiore a 5 mg/mc: non è necessaria alcuna protezione.
Se la concentrazione è tra 5 e 20 mg/mc adotteremo una protezione FFP1.
Se la concentrazione è compresa tra 20 e 50 mg/mc serve la protezione FFP2.
Se la concentrazione è compresa tra 50 e 150 mg/mc serve la protezione FFP3.